Prende il nome da un progetto di Città dell'Arte che ha unito in un solo anello alcuni dei percorsi più battuti non più tardi di 50 anni fa.

caratteristiche

escursione media, panoramico, relax in natura

Grado di Difficoltà

E - Escursionistico, T - Turistico

Info aggiuntive

Il percorso non è eccessivamente difficoltoso. Si può partire da qualsiasi punto ma il nostro consiglio è proprio quello di farlo al Convento di San Francesco dove c'è spazio per lasciare l'auto. Lungo il percorso non ci sono fonti d'acqua se non nei pressi di Ponte Nativo. Venendo da Casacagnano si supera il ponte verso Roccafluvione e dopo qualche decina di metri in salita si trovano le Tre Fonti; di fronte, c'è anche il bar Tre Fonti. È quindi importante rifornirsi d'acqua alla partenza. Non servono scarpe da trekking ma sono indispensabili almeno buone scarpe da outdoor. Non ci sono punti di particolare pendenza a parte l'ultimo tratto che sale da Roccafluvione fino a Capodipiano. Se svolta con calma è un'ottima occasione per fare un pranzo all'aperto.

Organizzatore

Stefano Treggiari
Cammino del Terzo Paradiso
Associazione Libero Spirito
Convento San Francesco,
loc. Castello, Venarotta, AP

tel per info

Sito web

Email per info

associazioneliberospirito@gmail.com

È un itinerario piuttosto semplice da effettuare e si svolge quasi completamente all’interno del Comune di Venarotta. Si percorrono strade che non più tardi di 40 anni fa erano piuttosto trafficate e che ora raramente vedono passare un’auto.

Dal Convento di San Francesco. Si parte dal Convento di San Francesco e si scende subito sulla destra per alcune centinaia di metri fino ad un bivio in cui si gira a destra e si comincia a salire verso Olibra Incinesca. Arrivati al termine della salita la strada spiana per qualche centinaio di metri e al bivio successivo si può decidere se prolungare per qualche dentinaio di metri il percorso e girare a sinistra verso Olibra (poi si dovrà tornare indietro per la stessa strada) oppure girare a destra e salire fino a Poggio Anzù. Qui nel 2014 si verificò lo scontro tra due Tornado in cui persero la vita quattro piloti dell’Aeronautica Militare.

Si comincia a scendere. Fino a questo punto il percorso si svolge su una strada asfaltata con traffico quasi assente: da Poggio Anzù si comincia a scendere su uno sterrato e porterà fino al bosco di Casacagnano, nel territorio di Roccafluvione. Questo piccolo passaggio nel bosco ripercorre un’antica strada che congiungeva la Strada Picena Inferiore al borgo di Casacagnano fino a Ponte Nativo, da millenni l’unico punto di attraversamento sicuro del torrente Fluvione.

Ponte Nativo e la Chiesa di San Flaviano. Ponte Nativo è una delle ultime tappe del percorso, ci si arriva prolungando il cammino di alcune decine di metri per poi tornare indietro verso una strada un po’ nascosta, vicina ad un gruppo di case che sale dritta e ripida verso Capodipiano e da qui fino alla chiesa di San Flaviano. Questa chiesa, molto particolare, ha al suo interno degli affreschi datati intorno al XIII secolo che sono tornati alla luce durante i lavori di restauro.

La chiesetta di Sant'Antonio a Ponte Nativo
La chiesa di San Flaviano, a Capodipiano