orari di apertura
Appuntamenti religiosi
Mercoledì: ore 21:00 Recita Santo Rosario
Sabato 14:30 – 16:20 Preghiera silenziosa
Domenica 10:00 – 11:20 | 15:00 – 18:00
Per essere certi di visitare la cappellina, si raccomanda di arrivare poco prima delle funzioni o di trattenersi poco dopo il termine delle stesse. In altri orari, la cappellina non è sempre visitabile.
interessante per
informazioni
Comune di Venarotta
Un luogo di devozione popolare nel cuore delle colline di Venarotta
Il Santuario della Madonna Addolorata di Gimigliano, conosciuto localmente come la cappellina, sorge in posizione raccolta e silenziosa nella frazione di Gimigliano, nel comune di Venarotta, a ridosso di una rupe tufacea immersa nel bosco.
È un luogo profondamente legato alla devozione popolare e alla memoria collettiva del territorio, in quanto associato alle apparizioni mariane avvenute nella primavera del 1948.
Ancora oggi la cappellina è meta di pellegrinaggi, soste di preghiera e visite silenziose, soprattutto nei mesi primaverili e in occasione delle ricorrenze mariane.
Le apparizioni del 1948: il contesto
Tra il 18 aprile e il 23 maggio 1948, la località di Gimigliano fu al centro di un fenomeno religioso che coinvolse non solo la comunità locale, ma attirò decine migliaia di fedeli anche da fuori regione.
Secondo le testimonianze raccolte all’epoca, una giovane contadina del luogo, Anita Federici, allora tredicenne, riferì di aver ricevuto una serie di apparizioni prima angeliche e poi mariane, proprio nei pressi della rupe su cui oggi sorge il santuario.
La veggente: Anita Federici
Anita Federici nacque e visse a Gimigliano. Nel 1948 aveva circa 13 anni e aiutava la famiglia nei lavori quotidiani.
Secondo il suo racconto, nei giorni 3, 4, 9, 10 e 11 aprile 1948 le apparve un angelo dall’aspetto di un bambino, che la invitò alla preghiera e alla penitenza.
La prima apparizione mariana avvenne la sera del 18 aprile 1948, mentre Anita si trovava nei pressi della rupe. La Madonna, circondata da angeli, si sarebbe presentata come Maria Addolorata, parlando spesso nel dialetto locale, e invitando alla conversione dei peccatori, alla preghiera e alla riparazione spirituale.
Le apparizioni, secondo il racconto della veggente, furono 26 in totale, e si conclusero il 23 maggio 1948, quando Maria le consegnò simbolicamente la cosiddetta “corona della penitenza e del dolore”.
Negli anni successivi Anita proseguì gli studi, diplomandosi alle magistrali nel 1961. L’anno seguente si sposò e si trasferì in Lombardia, dove visse lontana dai riflettori e senza mai ricercare esposizione pubblica.
Si è spenta nel gennaio 2023, all’età di 88 anni, in provincia di Cremona.
I testimoni e i fenomeni osservati
Le apparizioni non coinvolsero soltanto Anita Federici. Secondo la documentazione e le cronache dell’epoca, oltre 500 persone, di età compresa tra gli 8 e i 70 anni, riferirono di aver visto:
-
la Madonna o figure luminose presso la rupe
-
fenomeni di luce nel cielo
-
mutamenti cromatici del sole e dell’atmosfera
Particolare risonanza ebbe il cosiddetto “fenomeno della rotazione del sole”, osservato da molti pellegrini il 18 maggio 1948 alle ore 5:30 del mattino, e nuovamente il 19 e il 23 maggio, ultimo giorno delle apparizioni.
Questi eventi contribuirono a richiamare a Gimigliano migliaia di fedeli, trasformando temporaneamente il piccolo borgo in uno dei luoghi di devozione più frequentati dell’Italia centrale in quel periodo.
La posizione della Chiesa
Fin dai primi mesi successivi agli eventi, l’autorità ecclesiastica istituì una commissione diocesana per esaminare i fatti.
Ad oggi, tuttavia, la Chiesa cattolica non ha mai espresso un riconoscimento ufficiale dell’origine soprannaturale delle apparizioni.
Questo significa che:
-
la devozione è permessa
-
non esiste una condanna formale
-
non vi è un’approvazione ufficiale secondo i criteri del Magistero
Il culto che si è sviluppato a Gimigliano resta quindi una forma di pietà popolare, profondamente radicata nel territorio.
La nascita del Santuario (la “cappellina”)
A seguito delle apparizioni, un comitato spontaneo di fedeli promosse già nel 1948 la costruzione di una piccola chiesa nel luogo degli eventi.
L’edificio venne realizzato a ridosso della rupe, che ne costituisce ancora oggi la parete di fondo, creando un legame diretto e simbolico tra lo spazio sacro e il luogo delle apparizioni.
Un secondo lotto di lavori, concluso nel 1953, completò la struttura, che venne dedicata alla Madonna Addolorata.
L’architettura è semplice e raccolta, coerente con il carattere del luogo: non un grande santuario monumentale, ma una cappellina immersa nella natura, pensata per la preghiera silenziosa e personale.
Il Santuario oggi
Oggi la cappellina di Gimigliano continua a essere:
-
meta di pellegrinaggi locali
-
luogo di preghiera individuale
-
tappa di cammini spirituali e naturalistici
Il contesto boschivo, la roccia naturale e il silenzio rendono il santuario un luogo particolarmente suggestivo, anche per chi si avvicina senza motivazioni strettamente religiose, ma con interesse storico, culturale o paesaggistico.
Un luogo della memoria di Venarotta
Il Santuario della Madonna Addolorata di Gimigliano rappresenta oggi una pagina importante della storia religiosa e sociale di Venarotta, testimone di un periodo in cui la fede popolare, il bisogno di speranza e la partecipazione collettiva hanno lasciato un segno profondo nel territorio.
Che lo si visiti come pellegrini, come camminatori o semplicemente come viaggiatori curiosi, la cappellina resta un luogo in cui storia, natura e spiritualità si intrecciano in modo autentico.




